Nella rubrica Punto di Vista andata in onda il 14 Giugno 2014 l'intervista all'onorevole Ileana Argentin, Partito Democratico e a Roberto Vitali, presidente del Village for All per approfondire il tema della vita da disabili in Italia
Nascere senza arti, diventare o nascere cieco, paraplegico per una pallottola vagante, amputato da un mostruoso incidente automobilistico, bloccato da una malattia neurodegenerativa, diventa l'occasione e il momento perchè la forza vitale dirompa all'esterno dall'anima e dalla mente della persona colpita. Ecco allora prendere forma le più svariate modalità di riscatto senza alcun desiderio di vendetta nei confronti di un destino senz'altro avaro.
Buona lettura e riflessione!
lunedì 1 febbraio 2016
domenica 24 gennaio 2016
Jacob Barnett
Quando aveva 2 anni a Jacob Barnett (nato il 26 maggio 1998, Indianapolis, Indiana, Stati Uniti) è stata diagnosticata una grave forma di autismo ed è stato inserito in un programma di insegnamento speciale. Il suo problema? «Pensava il mondo troppo nel dettaglio, così sembrava che non pensasse affatto - ricorda la madre del ragazzo, Kristine Barnett, che ha di recente pubblicato il libro "Il mio bambino speciale" -. I medici al tempo mi dissero che sarebbe stato un buon risultato se Jacob fosse riuscito ad allacciarsi le scarpe o a leggere un libro. >>
I genitori iniziarono subito la terapia Floortime un metodo per il trattamento di bambini con autismo che permette loro di concentrarsi su argomenti che li interessano.
A soli 3 anni, durante una gita di un locale planetario, Jacob rispose a domande estremamente difficili sull’astronomia lasciando tutti i presenti allibiti. Da quel momento una escalation di scoperte e successi.
A 4 anni memorizzò una mappa degli Stati Uniti guidando la sua famiglia da Indianapolis fino a Chicago.
A 8 abbandonò la scuola perché si annoiava ad ascoltare le spiegazioni di cose che lui già sapeva, o indovinava in grande fretta. Apprese autonomamente in due settimane calcolo, algebra e geometria fino a calcolare 200 cifre del pi greco.
A 11 anni gli venne offerto un posto all’Università dell’Indiana mentre ora sta studiando per un master e lavora a una nuova teoria sulla fisica quantistica.
La celebrità giunse quando la madre Kristine decise di riprendere il figlio mentre pronunciava frasi per lei incomprensibili e scriveva interminabili formule matematiche spiegando jacoble sue perplessità sulla teoria della relatività di Einstein. Il video attirò l’attenzione dell’Istituto di Princeton, proprio dove Einstein sviluppò la sua teoria. La relatività costituisce uno dei problemi più difficili dell’astrofisica e della fisica teorica pertanto chiunque riuscisse a risolverli sarebbe un naturale candidato a vincere il premio Nobel. Intanto Jacob, Jake per gli amici, porta avanti la sua vita come un normale bambino guardando Disney Channel e film di fantascienza.
Nonostante le numerose pubblicazioni scientifiche che ha alle spalle, la brillante carriera scolastica e le numerose scoperte e teorie che sta elaborando, la madre afferma che è necessario un lavoro quotidiano su se stesso per far fronte ai problemi che la sindrome gli causa.
L'8 novembre 2014 Jacob riceve il Premio Internazionale Sciacca.
Sito Ufficiale di Jacob Barnett (in lingua inglese)
Premio Sciacca
Libri Mondadori Il mio bambino speciale di Kristine Barnett
I genitori iniziarono subito la terapia Floortime un metodo per il trattamento di bambini con autismo che permette loro di concentrarsi su argomenti che li interessano.
A soli 3 anni, durante una gita di un locale planetario, Jacob rispose a domande estremamente difficili sull’astronomia lasciando tutti i presenti allibiti. Da quel momento una escalation di scoperte e successi.
A 4 anni memorizzò una mappa degli Stati Uniti guidando la sua famiglia da Indianapolis fino a Chicago.
A 8 abbandonò la scuola perché si annoiava ad ascoltare le spiegazioni di cose che lui già sapeva, o indovinava in grande fretta. Apprese autonomamente in due settimane calcolo, algebra e geometria fino a calcolare 200 cifre del pi greco.
A 11 anni gli venne offerto un posto all’Università dell’Indiana mentre ora sta studiando per un master e lavora a una nuova teoria sulla fisica quantistica.
La celebrità giunse quando la madre Kristine decise di riprendere il figlio mentre pronunciava frasi per lei incomprensibili e scriveva interminabili formule matematiche spiegando jacoble sue perplessità sulla teoria della relatività di Einstein. Il video attirò l’attenzione dell’Istituto di Princeton, proprio dove Einstein sviluppò la sua teoria. La relatività costituisce uno dei problemi più difficili dell’astrofisica e della fisica teorica pertanto chiunque riuscisse a risolverli sarebbe un naturale candidato a vincere il premio Nobel. Intanto Jacob, Jake per gli amici, porta avanti la sua vita come un normale bambino guardando Disney Channel e film di fantascienza.
Nonostante le numerose pubblicazioni scientifiche che ha alle spalle, la brillante carriera scolastica e le numerose scoperte e teorie che sta elaborando, la madre afferma che è necessario un lavoro quotidiano su se stesso per far fronte ai problemi che la sindrome gli causa.
L'8 novembre 2014 Jacob riceve il Premio Internazionale Sciacca.
Per approfondimenti
Sito Ufficiale di Jacob Barnett (in lingua inglese)
Premio Sciacca
Libri Mondadori Il mio bambino speciale di Kristine Barnett
Da Youtube
Pensieri
Se mi chiedono della quarta dimensione, posso parlare per ore, se mi domandate dove ho messo i calzini, rispondo: non lo so.
Di tutto quello che mi hanno detto che non sarei stato in grado di fare, una cosa l’hanno indovinata: non riesco ad allacciarmi le scarpe, ecco perché oggi sono in ciabatte.
Ogni bambino ha un dono naturale. È ovvio che non tutti coloro che soffrono di autismo sono dei geni, ma tutti però hanno una qualche forma di talento. Bisogna prestare attenzione all’educazione dei bambini, e fare in modo che i doni individuali vengano accettati e valorizzati per la loro eccezionalità invece che ridotti a uno schema.
[Kristine Barnett - madre di Jacob Barnett]
domenica 17 gennaio 2016
Terry Garret
Terry Garret è un ragazzo non vedente che ha un canale YouTube dove documenta le sue imprese. Nonostante la sua disabilità, Garret è uno degli studenti più promettenti della facoltà di Ingegneria dell’Università del Colorado. Nel 2011 ha iniziato a giocare a The Legend Of Zelda nella versione per Nintendo 64 affidandosi a due altoparlanti per ascoltare i suoni di Ocarina Of Time e scovare nemici, muri e ostacoli da superare. Ovviamente ci sono volute un sacco di vite, però il salvataggio dei progressi del gioco gli ha consentito di proseguire insieme al supporto dei suoi fan che gli hanno fornito i giusti consigli audio con le procedure dettagliate.
Da YouTube
lunedì 4 gennaio 2016
Jeff Onorato
Jeff Onorato dice che la svolta della sua vita è legata ad un episodio in fondo semplice. E' il 1977, Gianfranco Onorato ha 25 anni ed esce dopo un anno di ospedale, il braccio e la gamba sinistra non gli servono più a nulla: il primo paralizzato e la seconda semiatrofizzata dopo l'asportazione di mezzo muscolo della coscia. Tutto per un terribile incidente di moto. Il traghetto per Olbia sta per attraccare, si accorge di avere i lacci della scarpe slegati e sorridendo chiede aiuto all'uomo che ha vicino: "Mi dà una mano, per cortesia?". E la risposta è il benvenuto del mondo dei normali: "E a me che me ne frega?". Oggi Gianfranco "Jeff" Onorato è diventato un acrobata dello sci nautico, campione mondiale di sci a piedi nudi nei campionati per disabili e addirittura 150esimo in Europa, davanti a una quarantina di atleti normalissimi. A lui hanno fatto inaugurare i mondiali di nuoto a Sidney, in Australia del 2001. Tutto perché quel giorno del '77, ad Olbia, Jeff ha pianto.
"E' così che è scattato il meccanismo" racconta. Perché poi dalla rabbia e dall'umiliazione ha imparato ad allacciarsele con una mano sola, le scarpe. Poi ha deciso di continuare a fare sport. Poi si è costruito la casa, mattone su mattone. E quando ha messo l'ultima tegola, dice, ha capito "che anche con un braccio solo e una gamba semi-inferma non c'erano limiti".
Prima dell'incidente con la moto, Jeff Onorato nell'isola de La Maddalena in Sardegna dove è nato il 19 ottobre 1952 vive per lo sport. Inizia con il calcio: prima le giovanili, poi nell'eccellenza con il Palau e capitano ne La Maddalena. Gli basta? No: vince il campionato provinciale di pallavolo nei campionati studenteschi, fa gare di atletica nel fondo, quando non gareggia va in barca a vela, fa subacquea e quando cerca di entrare all'Isef si fa notare anche nelle parallele e nel volteggio al cavallo. Tra un allenamento e una gara trova anche il tempo di sposarsi. Una vita di corsa. Fino a quando un'auto lo investe in moto. Per molto tempo spera di recuperare il braccio. Non è così, è quell' "arrangiati" al porto di Olbia gli fa capire cosa lo aspetta. In più arriva anche il divorzio. E il messaggio è chiaro: devi imparare a fare da solo. E Jeff impara.
Nel 1994 acquisisce il brevetto di Istruttore Federale e di Maestro Federale di sci nautico e apre la prima scuola storica: lo Sci Club ‘Saint Tropez’, a due passi dal ponte di Caprera. Riesce a far sciare
chiunque, a prescindere dalle condizioni fisiche e mentali. La sua prima atleta non vedente: Graziella Chiai, oggi scia anche con un monosci da slalom e da figure (2000).
Emanuele e Adriano, due ragazzini down di La Maddalena e Tempio sorridono con gli sci ai piedi.
"E' così che è scattato il meccanismo" racconta. Perché poi dalla rabbia e dall'umiliazione ha imparato ad allacciarsele con una mano sola, le scarpe. Poi ha deciso di continuare a fare sport. Poi si è costruito la casa, mattone su mattone. E quando ha messo l'ultima tegola, dice, ha capito "che anche con un braccio solo e una gamba semi-inferma non c'erano limiti".
Prima dell'incidente con la moto, Jeff Onorato nell'isola de La Maddalena in Sardegna dove è nato il 19 ottobre 1952 vive per lo sport. Inizia con il calcio: prima le giovanili, poi nell'eccellenza con il Palau e capitano ne La Maddalena. Gli basta? No: vince il campionato provinciale di pallavolo nei campionati studenteschi, fa gare di atletica nel fondo, quando non gareggia va in barca a vela, fa subacquea e quando cerca di entrare all'Isef si fa notare anche nelle parallele e nel volteggio al cavallo. Tra un allenamento e una gara trova anche il tempo di sposarsi. Una vita di corsa. Fino a quando un'auto lo investe in moto. Per molto tempo spera di recuperare il braccio. Non è così, è quell' "arrangiati" al porto di Olbia gli fa capire cosa lo aspetta. In più arriva anche il divorzio. E il messaggio è chiaro: devi imparare a fare da solo. E Jeff impara.
Nel 1994 acquisisce il brevetto di Istruttore Federale e di Maestro Federale di sci nautico e apre la prima scuola storica: lo Sci Club ‘Saint Tropez’, a due passi dal ponte di Caprera. Riesce a far sciare
chiunque, a prescindere dalle condizioni fisiche e mentali. La sua prima atleta non vedente: Graziella Chiai, oggi scia anche con un monosci da slalom e da figure (2000).
Emanuele e Adriano, due ragazzini down di La Maddalena e Tempio sorridono con gli sci ai piedi.
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Da YouTube
Pensieri
è bello sapere che c'è qualcosa dentro di te che non ti abbandonerà mai
Per vivere bisogna saper volare e per volare bisogna saper osare
La vera libertà si conquista quando riesci a trasformare ogni dolore in una gioia.
Ero un single con la voglia di riprendere in mano i progetti che avevo abbandonato Insomma ho riaperto il cassetto, ho ricominciato ad allenarmi, a darmi da fare, a riallacciare i contatti perduti.
La vita è una questione di atteggiamenti mentali, lo so che sembra facile a dirsi, ma si può fare. E ci si arriva a piccoli passi, giorno dopo giorno. Anche quando ti dicono di no, che questo non lo puoi proprio fare. Certo ho un grande vantaggio: parto da una situazione che fa sembrare agli altri che io faccia molto...
Ho molta fede in Dio, in qualche modo ha voluto che questo fosse il mio destino". La difficoltà maggiore? "Che non esistono regole o leggi che organizzino la vita dei "diversamente abili", come chiamo io i disabili. Se provi a rompere questo muro, trovi insidie e ostacoli. Ma gli ostacoli vanno superati, non serve lo scontro
domenica 27 dicembre 2015
Philippe Croizon
Una moglie, un figlio e uno in arrivo, un lavoro come operaio.
Una vita tranquilla, che viene totalmente sconvolta il 5 marzo 1994, quando Philippe Croizon (1968) sale sul tetto di casa sua per smontare l'antenna della Tv.
L'antenna tocca i cavi dell'alta tensione: la prima scossa di 20000 volt lo uccide sul colpo, la seconda lo rianima miracolosamente.
Trasportato all'ospedale, passa i successivi due mesi in coma, fino al risveglio, quando si ritrova in una camera sterile coperto di tubicini e bende e amputato dei quattro arti.
Guardando la televisione dal suo letto d'ospedale, vede una notizia su una persona che ha attraversato a nuoto la Manica: «Ho pensato: “Perchè io no?”, così nel 2009 contatta i migliori allenatori del settore e comincia a prepararsi. Non sapeva niente del nuoto, ha cominciato praticamente da zero. Si allena 35 ore a settimana, nuota 280 km ogni mese.
Il suo stile è ovviamente particolare e adattato alla sua condizione: Philippe stesso ha messo a punto delle pinne speciali che si fissano ai moncherini delle gambe e gli permettono di nuotare, mentre usa le braccia per mantenere l'equilibrio nell'acqua e non soffrire il mal di mare.
Per fare le “prove generali” Philippe sceglie un tratto di mare in Francia: il 19 agosto nuota da Noirmoutier a Pornic, attraversando un golfo sull'Oceano Atlantico. Ci mette 4 ore e 55 minuti, contro le 6 previste, nuotando controcorrente nell'ultima ora e mezza.
Il 18 settembre 2010 all'età di 42 anni, la sfida alla Manica: entra in acqua a Folkestone, in Inghilterra, poco dopo le 8.
L'antenna tocca i cavi dell'alta tensione: la prima scossa di 20000 volt lo uccide sul colpo, la seconda lo rianima miracolosamente.
Trasportato all'ospedale, passa i successivi due mesi in coma, fino al risveglio, quando si ritrova in una camera sterile coperto di tubicini e bende e amputato dei quattro arti.
Guardando la televisione dal suo letto d'ospedale, vede una notizia su una persona che ha attraversato a nuoto la Manica: «Ho pensato: “Perchè io no?”, così nel 2009 contatta i migliori allenatori del settore e comincia a prepararsi. Non sapeva niente del nuoto, ha cominciato praticamente da zero. Si allena 35 ore a settimana, nuota 280 km ogni mese.
Il suo stile è ovviamente particolare e adattato alla sua condizione: Philippe stesso ha messo a punto delle pinne speciali che si fissano ai moncherini delle gambe e gli permettono di nuotare, mentre usa le braccia per mantenere l'equilibrio nell'acqua e non soffrire il mal di mare.
Per fare le “prove generali” Philippe sceglie un tratto di mare in Francia: il 19 agosto nuota da Noirmoutier a Pornic, attraversando un golfo sull'Oceano Atlantico. Ci mette 4 ore e 55 minuti, contro le 6 previste, nuotando controcorrente nell'ultima ora e mezza.
Il 18 settembre 2010 all'età di 42 anni, la sfida alla Manica: entra in acqua a Folkestone, in Inghilterra, poco dopo le 8.
Arriva a Cap Gris Nez, in Francia, alle 21.30 nuotando a una media di 3km/h, quando la media per un normodotato in buon allenamento è fra i 4 e i 5km/h.
E' stato il primo uomo con un handicap così grave a superare quello che da sempre è definito “l'Everest del nuoto”.
E' stato il primo uomo con un handicap così grave a superare quello che da sempre è definito “l'Everest del nuoto”.
Per approfondimenti
Da YouTube
Pensieri
Avrei potuto decidere di lasciarmi morire. Ma ho deciso di vivere. Trovarmi così... per mesi non ho saputo cosa fare, i miei amici, i miei genitori, i miei zii venivano a trovarmi e mi dicevano “Devi vivere, devi ricominciare...” ma erano solo parole. Sono stati i miei figli a darmi la forza di dire che volevo vivere. Avevano bisogno del loro papà, che il loro papà li aiutasse nella vita. E così ho deciso di vivere
Sai, prima avevo la mia vita, il mio tran tran quotidiano, non mi sarebbe mai venuto in mente di fare quello che ora grazie all'handicap faccio. E guarda bene che dico ‘’grazie all'handicap” e non “nonostante”
Ho voluto farlo per lasciare un segno per me, per i miei, per tutti i miei compagni handicappati che non hanno più voglia di vivere
domenica 20 dicembre 2015
Andrea Bocelli
Nato a La Sterza il 22 settembre 1958, a causa di un glaucoma congenito, la sua vista è stata debole fin dalla nascita; diventa completamente cieco a seguito di una pallonata nell'occhio.
Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, in gioventù cantava in varie chiese della Valdera.
Durante il periodo dei suoi esordi, Bocelli incontrò difficoltà nell'affermarsi come cantante operistico.
Per cercare di affermare il suo nome, decise di darsi alla facile commerciabilità discografica dei produttori, presentandosi al pubblico non più come cantante lirico ma come un semplice cantante di musica leggera: dopo un primo 45 giri pubblicato nel 1982 per la piccola etichetta Lido, Amico mio/Quando, nel 1990 firma un contratto discografico con la Virgin Dischi che pubblica il suo secondo 45 giri, Il diavolo e l'angelo/Proprio tu, che però passa inosservato.
Nel 1992 Bocelli collabora con Zucchero Fornaciari, durante il periodo in cui Fornaciari stava preparando insieme a Luciano Pavarotti la registrazione del brano Miserere, inserito poi nell'omonimo album, registrando le tracce vocali del provino del brano.
Passa quindi all'etichetta Sugar, di proprietà di Caterina Caselli, la quale lo nota e si decide a lanciarlo sulla scena canora italiana di tipo melodico come cantante di musica leggera.
Nel 1994 ha vinto il Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con Il mare calmo della sera.
Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, in gioventù cantava in varie chiese della Valdera.
Durante il periodo dei suoi esordi, Bocelli incontrò difficoltà nell'affermarsi come cantante operistico.
Per cercare di affermare il suo nome, decise di darsi alla facile commerciabilità discografica dei produttori, presentandosi al pubblico non più come cantante lirico ma come un semplice cantante di musica leggera: dopo un primo 45 giri pubblicato nel 1982 per la piccola etichetta Lido, Amico mio/Quando, nel 1990 firma un contratto discografico con la Virgin Dischi che pubblica il suo secondo 45 giri, Il diavolo e l'angelo/Proprio tu, che però passa inosservato.
Nel 1992 Bocelli collabora con Zucchero Fornaciari, durante il periodo in cui Fornaciari stava preparando insieme a Luciano Pavarotti la registrazione del brano Miserere, inserito poi nell'omonimo album, registrando le tracce vocali del provino del brano.
Passa quindi all'etichetta Sugar, di proprietà di Caterina Caselli, la quale lo nota e si decide a lanciarlo sulla scena canora italiana di tipo melodico come cantante di musica leggera.
Nel 1994 ha vinto il Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con Il mare calmo della sera.
È tra gli artisti italiani che hanno venduto il maggior numero di dischi. Il 2 marzo 2010 il suo nome è stato inserito nella Hollywood Walk of Fame per la sua attività nel campo della musica internazionale.
Nel luglio 2011 Andrea Bocelli ha dato vita alla ABF “Andrea Bocelli Foundation”.
La Fondazione nasce per aiutare le persone in difficoltà a causa di malattie, condizioni di povertà e emarginazione sociale promuovendo e sostenendo progetti nazionali e internazionali che favoriscano il superamento di tali barriere e la piena espressione del proprio potenziale.
Nel luglio 2011 Andrea Bocelli ha dato vita alla ABF “Andrea Bocelli Foundation”.
La Fondazione nasce per aiutare le persone in difficoltà a causa di malattie, condizioni di povertà e emarginazione sociale promuovendo e sostenendo progetti nazionali e internazionali che favoriscano il superamento di tali barriere e la piena espressione del proprio potenziale.
Per approfondimenti
Da YouTube
Pensieri
Cerca di dare il meglio di te, di essere onesto nel giudicare te stesso e gli altri, ascolta la tua coscienza e vai avanti senza abbatterti perchè la buona volontà e lo spirito di sacrificio alla fine pagano sempre!
Tante persone vedono tutto senza in realtà vedere nulla
Lavoro e studio. Finché la vita regala scoperte ti arricchisci e resti giovane. Quando subentra la noia e le voglie se ne vanno, sei al crepuscolo. La mia esperienza di passaggio da vedente a non vedente mi ha insegnato che non è terribile ciò che sembra terribile ma spesso si rivela terribile ciò che non sembrava terribile.
É per fede nell’amore e nella giustizia che siamo chiamati a costruire un mondo migliore di quello che abbiamo trovato, chiamati a restituire al mondo ciò che di buono abbiamo avuto, affinché anche le persone più sfortunate o più deboli abbiamo la possibilità di una vita piena di opportunità e di bellezza, e affinché chi merita possa trovare energia e occasioni vere per dare il meglio di sé
venerdì 18 dicembre 2015
Parlare Civile
Vi segnalo il sito Parlare Civile (http://www.parlarecivile.it/home.aspx), in particolare vi invito a leggere la pagina (http://www.parlarecivile.it/argomenti/disabilit%C3%A0/diversamente-abile.aspx) dove viene spiegato perchè non usare l'espressione diversamente abile
Definizione di diversamente abile
Definizione di diversamente abile
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